Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci!

19/03/2012

Per cause di forza maggiore il nuovo capitolo di Chiliasmo slitta a mercoledì. Per ingannare l’attesa un “catullino” tradotto di fresco:

Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci,

e non più d’un soldo consideriamo

il mormorio dei vecchi bacchettoni.

I giorni possono morire e risorgere,

ma a noi, una volta spenta la nostra breve luce,

non resta che dormire un’unica notte infinita.

Dammi mille baci, poi cento, altri mille

e di nuovo cento, subito altri mille e infine cento.

Poi, quando ce ne saremo dati a migliaia,

per non sapere quanto ci siamo baciati

imbroglieremo il conto, perché nessuno,

invidioso di quanti ce ne siamo dati,

ci auguri una cattiva sorte.

Gaio Valerio Catullo, Carmina, I, 5

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